Come Contabilizzare l’Incasso di un Credito Tramite Effetti

Una modalità abbastanza diffusa con la quale vengono regolate talune transazioni di natura commerciale è rappresentata dall’utilizzo degli effetti cambiari. Questa guida si propone di spiegare, anche mediante esempi pratici, i risvolti contabili legati all’utilizzo dei predetti mezzi di pagamento come strumento per incassare somme di denaro vantate nei confronti dei clienti.

Gli ieffetti che possono essere ricevuti da un’azienda a fronte dell’estinzione di un credito vantato verso un dato cliente possono assumere una duplice veste. Pagherò cambiario, titolo di credito con il quale il soggetto emittente si impegna a pagare ad un altro soggetto (beneficiario) una determinata somma e ad una certa scadenza. Cambiale tratta, titolo di credito con il quale un soggetto (il cosiddetto traente) ordina ad un altro soggetto (che prende il nome di trattario) di pagare ad un terzo (beneficiario) una determinata somma ad una predeterminata scadenza. Per dettagli è possibile fare riferimento a questo sito sulla cambiale.

Nel caso in cui il regolamento del credito avvenga mediante rilascio di effetti da parte del cliente, devi sostituire in contabilità il credito derivante dall’emissione di una fattura di vendita con il titolo di credito.Contabilmente devi effettuare la seguente scrittura: Effetti Attivi a Crediti verso clienti Una volta che hai caricato il portafoglio effetti, devi considerare il fatto che, generalmente, gli effetti commerciali vengono incassati mediante presentazione presso un istituto di credito secondo una delle seguenti modalità: allo sconto o all’incasso. La seconda fattispecie può essere ulteriormente suddivisa in due sottocategorie, ovvero con accredito salvo buon fine e con accredito al dopo incasso.

Vediamo ora le scritture contabili che devi effettuare in ciascuna delle predette fattispecie. Nel caso di sconto di effetti ti trovi sostanzialmente di fronte ad uno scambio tra un credito commerciale avente scadenza futura ed una somma di denaro disponibile a vista; la differenza tra il valore nominale del credito e il netto ricavo accreditato dalla banca sul conto corrente costituisce l’onere finanziario per l’anticipata disponibilità dei mezzi monetari cui va ad aggiungersi il costo delle commissioni che le banche trattengono in virtù del servizio reso al cliente correntista.

Nel caso in cui esista un rischio concreto di insolvenza devi provvedere ad accantonare in un fondo rischi la presunta perdita. Se alla scadenza il cliente che ha rilasciato l’effetto non onora il pagamento, la banca provvederà ad addebitare l’importo nominale dell’effetto, maggiorato delle spese di protesto e delle commissioni bancarie.

Nel caso in cui, invece, l’azienda procede con l’accredito salvo buon fine l’importo degli effetti viene accreditato immediatamente dalla banca, ma, se alla data di scadenza uno o più effetti non vengono onorati, la banca provvederà a addebitare il relativo importo al cliente creditore. In tal caso dovrai effettuare le medesime scritture contabili viste in precedenza in relazione allo sconto.